Visualizzazione post con etichetta amore. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta amore. Mostra tutti i post

martedì 10 febbraio 2009

Regalami il tuo sogno



Riascolto una vecchia canzone di Ligabue. Di quando ancora non lo conosceva nessuno e lavorava ancora come operaio.

Ricordo quando la ascoltavo e pensavo che l'amore fosse semplice e racchiuso in queste semplici parole che facevano battere il cuore.

L'aspettativa riempiva il cuore. Più che di una persona da amare c'era la voglia di provare amore.

Forse l'amore è qualcosa di molto più concreto che per potersi esprimere deve uscire dalla dimensione del sogno e diventare realtà giorno dopo giorno.


Se ti vuoi fidare davvero di me
Fallo fino in fondo Oh, fino in fondo.
Fatti piu' vicina
Regalami il tuo sogno Regalami il tuo sogno
te lo custodirò te lo conserverò finchè ne avrai bisogno
Regalami il tuo sogno.
Guardami negli occhi deciderai poi se aver paura
Regalami il tuo sogno Regalami il tuo sogno
te lo conserverò te lo custodirò finchè ne avrai bisogno
Regalami il tuo sogno

martedì 20 gennaio 2009

Eppure.....


...è incredibile come in questo momento stia ricevendo tanto amore inaspettato....

lunedì 5 gennaio 2009

Stupore



E' sempre bello parlare con te. Con poche semplici parole mi dai da riflettere per giornate intere. E poi mi vuoi bene. Ed è una cosa da non sottovalutare.
Fantastica è stata la tua valutazione su cosa ho fatto per meritare o non meritare l'amore.
Non ho fatto assolutamente niente.
L'amore non si merita. Ci viene regalato.
E non c'è niente di più sbagliato di pensare che questo si ottenga modificando un proprio comportamento. Che cambiare il mio modo di essere nella speranza di ottenere quella briciola di considerazione non porta a niente.
Bisogna esserne consapevoli.
Mia mamma oggi mi ha detto che lei è brutta e si veste male. Che ho sempre avuto bellissime ragazze e non se ne capacita.
Ma avrò mica subito una fattura per non riuscire a vedere esteticamente ciò che pur tutti gli altri è palese?
Penso al mio periodo da solo. Stavo male ma ridevo spesso. Avevo degli sprazzi di serenità.
Adesso da quanto tempo non rido?
E non dovrebbe essere un segno sufficiente per capire che qualcosa non va?
Chiamate un esorcista....

mercoledì 10 dicembre 2008

Malattia

Se vedi che non ho entusiasmo non ti domandi se dipende da te e in cuor tuo provi a cambiare, ma dai la colpa a me di non essere entusiasta.
Se sono troppo affettuoso mi dici che soffochi e hai bisogno dei tuoi spazi.
Se ti lascio i tuoi spazi ti lamenti che sono freddo.
Se ti chiedo come si sta a dormire da soli nel letto a due piazze lasciato vuoto da me, mi rispondi che si sta proprio bene.
Se ti chiedo se ti mancano i miei abbracci mentre guardi un film, mi dici che non ti mancano affatto perchè quando guardi il tuo film preferito non vuoi distrazioni.
Se ti chiedo di andare a fare un giro in quella città dalla mattina alla sera, mi dici che è troppo lontana per andarci solo in due. Che è meglio andarci in quattro almeno si passa meglio il tempo del viaggio.
Se provo a fartelo notare invece di provare a spiegarmi il tuo punto di vista, eviti direttamente il confronto sbattendomi il telefono in faccia o andando via.
Tu non sai amare.
Tu non sai gestire un rapporto a due.
Forse non è colpa tua. Nessuno te lo ha mai insegnato.
Ma io in tutto questo dove sono?

martedì 25 novembre 2008

Niente di più



Quello che volevo, come sempre non c'è! Solo un po' d'amore che diventa polvere che almeno fosse stata magica, la buttavo su di te... e invece in mano ho una lettera, due rose e una canzone ancora da scrivere... E non mi riesce facile parlare di questo sopratutto adesso, sopratutto adesso che non c'è... che non c'è... sarebbe molto più bello, per non dire stupendo tornare a dirti, quanto ancora ce n'è di bene per te... di bene per te... ma in fondo fa lo stesso, in fondo quello che voglio è che tu sia contenta, vederti sorridere... e niente di più...
Penso al ripetersi di situazioni già vissute. Ricordo quanto fossi concentrato sulla disperazione di non riuscire a farmi amare. Guardo adesso e vedo che questa disperazione non c'è più.
Piano piano mi sto spostando in una dimensione diversa.
La consapevolezza di costruire un rapporto che non deve andare bene PER FORZA.
Prima l'idea di lasciarti non sarebbe mai passata nel mio cervello. Adesso non è più così.
Però c'è ancora un problema. Il fatto che tu sia "malata" mi fa essere più tollerante. Non mi fa ergere a giudice. E mi fa essere più tollerante anche con me stesso. Perchè mi rende consapevole che io non potrò mai guarirti. Che se le cose vanno male non è detto che sia esclusivamente per colpa mia.
Però sono all'impasse. Ho un rapporto che non mi dà più le emozioni negative...ma neanche le positive.
Il mio maestro shiatsu un giorno mi ha detto: è come se tu fossi nel bel mezzo delle rapide. E' giusto che tu tenga il controllo, ma è anche vero che devi anche lasciarti trascinare dalla corrente. Un lavoro di equilibrio fatto da controllo e lasciarsi andare. Yin e Yang.
E in questo momento è molto controllo.

martedì 11 novembre 2008

Il gattopardo



Bisogna che tutto cambi perchè niente cambi.
Alla fine i meccanismi sono sempre uguali. Diceva una mia amica, che mi era vicina perchè questo weekend avrei affrontato la mia malattia. Marta ha questa capacità incredibile di leggermi nel cuore. A volte legge anche cose che io in quel momento non focalizzo.La scena è quella vista svariate volte. Il suo bisogno di controllo delle cose e dunque anche di me.
Non ho ceduto subito. Ma ho ceduto al suo corpo caldo e alle sue labbra vogliose di me.
Poi la storia si sta ripetendo. Una volta avuta conferma che mi può controllare vengono di nuovo fuori i comportamenti bastardi, quelli che provano a minare la mia autostima, quelli che odiano la mia dolcezza, quelli che danno per scontato che non mi perderà mai.E' diverso da otto mesi fa. Ricordo che già volavo su una nuvola ai tempi. Che facevo progetti sul nostro futuro di modo che i suoi attacchi mi facevano sentire una persona insignificante. Adesso no. Però è anche vero che mettere la sordina al cuore è dura.
Perchè c'è qualcosa di lei che mi attrae irresistibilmente, qualcosa che me la rende diversa da tutte le persone con cui ho avuto una storia.
Ma non posso giustificarla sempre solo perchè "è malata".
Non posso ricevere scherni per i miei messaggi dolci con la scusa che lei vuole la concretezza. E poi magari decidere lei quando si deve essere dolci e quando ci si può fare le coccole.
Tutte cose che ho sopportato per anni.
Ma se davvero sono cambiato dovrò trovare la forza per cambiare le cose tra noi. Perchè tanto mi lascerà di nuovo come ha sempre fatto cercando la solita scusa.
E allora se davvero mi voglio bene dovrò avere la forza di darle la sensazione che anche lei mi può perdere.

martedì 14 ottobre 2008

Sentimenti


Ascoltare un disco nuovo di Raf è come parlare con un amico che non vedi da tempo. Non sai cosa sta per dirti ma già inizi a sorridere. Perchè ti ricordi di tutte le cose che avete condiviso insieme e sei curioso di sapere le novità che ha da raccontarti.
Così vi sedete insieme davanti a una tazza di caffè e iniziate a guardarvi negli occhi.
Gli argomenti sono diversi: guerra, senso della vita, amicizia...ma poi quello che ti colpisce al cuore è sempre lo stesso. L'amore.
E alla fine non capisci più se è lui che sta raccontando le cose a te o sei te che gli parli del tuo ultimo amore tormentato e di come stai cercando di rimanere a galla dandogli un senso.
E vi commuovete insieme fino alle lacrime cercando di farvi forza l'un l'altro.
Perchè se hai amato era amore, non è mai un errore.
Perchè era bello sentirti e tenerti vicino. Anche solo per lo spazio di un mattino.
E in fondo all'anima provi a consolarti pensando che "Entrerò nei tuoi pensieri di una notte che non dormi e sentirai freddo dentro. Entrerò dentro ad un sogno, quando è già mattino e per quel giorno tu mi porterai con te"
Poi vi salutate e portando con te quella gioia nel constatare che è sempre bello parlare con un vecchio amico.
Ti guardo per l' ultima volta mentre vado via
Ti ascolto respirare non scatto la fotografia
Non porterò nessuna traccia dentro me niente che dovrò rimuovere.
Se hai giocato è uguale anche se adesso fa male Se hai amato era amore, non è mai un errore
Era bello sentirti e tenerti vicino Anche solo per lo spazio di un mattino.
Ti guardo per l' ultima volta mentre vai via
Ti vedo camminare, è come per magia non sarai pensieri, non sarai realtà
Sai che bello, sai che felicità.. Se hai sbagliato è uguale anche se adesso fa male
Se hai amato era amore e non è mai un errore
Era bello guardarti e tenerti per mano O anche solo immaginarti da lontano
E se hai mentito è uguale ora lasciami andare
Ma se hai amato era amore e non è mai un errore
Era bello sentirti, rimanerti vicino Anche solo per lo spazio di un mattino
Entrerò nei tuoi pensieri di una notte che non dormi e sentirai freddo dentro
Entrerò dentro ad un sogno, quando è già mattino e per quel giorno tu mi porterai con te
Se hai giocato è uguale anche se ancora fa male
Ma se hai amato era amore e non è mai un errore
Era bello sentirti e tenerti vicino Anche solo nella luce del mattino
E se hai mentito è uguale ma ora lasciami andare
Se hai amato l' amore non sarà mai l' errore
E' stato bello seguirti, rimanerti vicino anche solo per lo spazio di un mattino.

mercoledì 8 ottobre 2008

Vabbè....



Che vivere non sia facile per le persone estremamente sensibili non è una scoperta. Sul libro di Venere e Marte si dice che essere sensibili non è affatto una cosa negativa. Anzi. Il dare sfogo alle emozioni negative ti potrà permettere in futuro di accogliere quelle positive. E allora sfoghiamoci...

Ieri mi hai chiamato per vederci. Dovevi raccontarmi cosa avevi. Perchè stavi così male.
Ci siamo visti davanti casa tua. Hai accuratamente evitato di farmi entrare. Avevi paura di me o di te stessa. Non lo so. Avevi il viso stavolto e la tensione si tagliava a fette. Ti ho chiesto bruscamente "allora? icchè c'è?"
Ho visto un tuo sguardo carico di rancore ma hai risposto solo: "stai calmo ciccio....".

La proposta di prendere una birra al bar all'angolo, passi rumorosi nel silenzio della notte, poi sei sbottata.
"Mi hanno diagnosticato una menopausa precoce. Non ho le mestruazioni da Luglio e il mio sogno di avere un figlio è distrutto per sempre. Non mi sento più neanche una donna. In più la menopausa porta anche effetti collaterali. Ho guardato su internet e ho scoperto che si sbriciolano le ossa e io non posso rimanere in casa a riposarmi. Ne morirei."

Mi hai lasciato attonito, una commozione ha iniziato a partire da dentro spingendo sul sacco lacrimale, ma non sono riuscito a dire parole sensate.
Ho detto che internet non si deve mai leggere, ho chiesto se fosse una diagnosi definitiva o se vi fossero delle speranze.
Quasi in trance hai tirato l'ultima coltellata.

"Lo sai qual'è la cosa peggiore? E' che io sono ancora innamorata di te e che se non ho fatto un figlio finora è solo perchè l'unica persona con cui avrei desiderato farlo sei tu. Ma non te ne faccio una colpa. Sono stata solo sfortunata di non aver mai trovato un altro alla tua altezza."

Il colpo è andato a segno. Volevi farmi sentire in colpa, ma io non mi sentivo responsabile. Avevi avuto un sacco di occasioni in vent'anni per dimenticarmi. Una forza però ci aveva sempre spinti una nelle braccia dell'altro a periodi ciclici. Abbiamo convenuto che non sono stato io a cercarti negli ultimi anni, ma viceversa. "Forse", hai detto, "perchè una parte di me voleva che tu fossi presente nella mia vita. Non voleva perderti."

In quel momento mi è affiorata alla mente la mia lotta con Monica per dimenticarla. E ci ho trovato tante analogie. Anche io mi troverò tra vent'anni ad elemosinare una sua carezza? Anche io mi troverò ad accusarla di avermi rovinato la vita? Spero al limite di prendermela con me stesso....

Abbiamo parlato anche di questo. Ormai le barriere erano infrante. Della mia lotta di passare atraverso le fasi del rancore e della rassegnazione per potere du nuovo aprirmi all'amore degli altri...
Poi mi hai chiesto: cosa provi nei miei confronti. Non è che è solo sesso?

Ti ho risposto:"E' vero, il sesso è magnifico ma anche la parte emozionale è unica. Sto bene a fare le cose con te e ci capiamo con un battito di ciglia."
Poi ci siamo abbracciati e tu sei corsa in casa a piangere.

Ma cos'è che mi impedisce di stare con te? Sei la mia donna ideale. Probabilmente con te sarei pure felice.
Può bastare il pensiero di aver provato un sentimento totalizzante con Monica? Di aver provato un amore con un intensità dirompente? La paura che potrei fare sempre il confronto nei momenti in cui non devo più lottare per essere felice?
Nel corso di seduzione c'è una regola indicata per mantenere nel tempo un rapporto.
Cita: date sempre all'altro la possibilità di perdervi. Troppo amore spaventa.